La dieta chetogenica riduce la mortalità per coronavirus?

Dieta chetogenica e coronavirus

Ecco una curiosità sulla dieta chetogenica riportata sul Giornale.it del 13/08/2020.

Lo studio è stato condotto dall’infettivologo Matteo Bassetti e da Samir Giuseppe Sukkar, Direttore responsabile UOD Dietetica e Nutrizione Clinica del Policlinico San Martino di Genova

Con il termine dieta chetogenica si indica una strategia nutrizionale basata sulla riduzione dei carboidrati. In questo modo l’organismo è indotto a produrre in maniera autonoma il glucosio e ad aumentare il consumo energetico dei grassi contenuti nel tessuto adiposo. Letteralmente la parola chetogenica significa “dieta che produce corpi chetonici’. Si tratta ovvero tre composti normalmente presenti nel sangue in piccole quantità: l’acetone, l’acido acetoacetico e l’acido beta-idrossibutirrico. Nella dieta chetogenica i corpi chetonici raggiungono un valore superiore alla condizione consueta. D’altra parte un loro eccesso indesiderato, provoca una condizione chiamata chetosi . La chetosi si manifesta con: bocca asciutta, sensazione di sete, spossatezza, aumento della diuresi, riduzione dell’appetito, alito o sudore acetonico.

Il meccanismo di funzionamento della dieta chetogenica prevede la riduzione delle calorie e dei carboidrati, in associazione a un corretto livello di proteine e a un elevato contenuto percentuale di grassi. In questo modo, migliorando la lipolisi e l’ossidazione lipidica cellulare, si può favorire il dimagrimento. Questa strategia nutrizionale è, altresì, finalizzata al controllo di alcune patologie (iperglicemia, ipertrigliceridemia, ipertensione arteriosa, sindrome metabolica) e alla riduzione dei sintomi tipici dell’epilessia infantile. Gli alimenti consigliati sono: carne, pesce, uova, formaggi, grassi, oli da condimento e ortaggi. Tuttavia, saranno da evitare, cereali, patate, legumi, frutti, bibite zuccherate e dolciumi vari.

dieta chetogenica

Può la dieta chetogenica normocalorica proteggere dalla mortalità per Coronavirus?

Uno studio pilota (di cui un’anteprima è stata pubblicata sulla rivista Nutrition) cerca di rispondere a questo interrogativo. L’infettivologo Matteo Bassetti e da Samir Giuseppe Sukkar, direttore responsabile UOD Dietetica e Nutrizione Clinica del Policlinico San Martino di Genova hanno condotto questo studio.

La ricerca parte da un presupposto importante. Le forme più gravi di Covid-19 sono caratterizzate dalla cosiddetta “sindrome da tempesta da citochine” (CSS) e dalla coagulazione intravascolare disseminata (DIC). La prima si manifesta con distress respiratorio acuto, shock settico e insufficienza multiorgano. La tempesta da citochine si osserva soprattutto nei pazienti con diabete, obesità, ipertensione e malattie cardiovascolari.

coronavirus

Secondo gli scienziati la dieta chetogenica sarebbe in grado di agire proprio su questa tempesta. La riduzione dell’apporto di glucosio per la glicolisi aerobica nei macrofagi M1, infatti, può favorire il processo antinfiammatorio tramite la modulazione del metabolismo immunitario. L’obiettivo è proprio quello di inibire l’iperattivazione degli M1. Per avere un’ulteriore conferma lo studio controllato randomizzato è stato sviluppato presso l’IRCCS San Martino di Genova e presentato al Comitato Etico Regionale. Si prevede il trattamento di pazienti con Coronavirus di gravità moderata in centri ospedalieri utilizzando una dieta chetogenica con cibo mediterraneo naturale.

 

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