L’importanza dei grassi buoni nella dieta chetogenica

grassi buoni e dieta chetogenica

I grassi buoni nella dieta chetogenica abbassano il colesterolo e i trigliceridi. Adesso scopriamo insieme cosa sono e dove li troviamo:

Gli INSATURI i cosiddetti grassi buoni derivano principalmente dagli alimenti di tipo vegetale, si dividono in monoinsaturi e polinsaturi (gli omega 3), entrambi tendono ad innalzare il colesterolo HDL “buono” (lipoproteine ad alta densità) garantendo una protezione dell’apparato cardiocircolatorio. Questo perché le HDL trasportano il colesterolo dalla periferia al fegato dove verrà metabolizzato. In pratica, fungono da “spazzino” del colesterolo. Ad esempio li troviamo: nel pesce, nell’avocado, nei semi (zucca, sesamo, girasole), nella frutta secca, nell’olio di oliva, nelle verdure, nelle uova, nei legumi.

i grassi buoni nella dieta chetogenica

Qual è il ruolo della dieta chetogenica?

Da anni al centro di molti studi, la dieta chetogenica dà diversi benefici. Tra questi troviamo effetti positivi per la salute cardiovascolare in quanto riduce i livelli di colesterolo e di trigliceridi.
Come mai la dieta chetogenica influisce sui suoi valori delle HDL (lipoproteine ad alta densità)? Il motivo è molto semplice: perché lo schema alimentare prevede un basso contenuto di carboidrati ma alte fonti di acidi grassi essenziali (gli omega 3), nutrienti fondamentali per tenere sotto controllo il colesterolo cattivo.
Un’ importante meta-analisi risalente al 1992 portata avanti da un team di esperti ha preso in esame i dati di 27 studi scientifici, scoprendo che gli acidi grassi hanno, rispetto ai carboidrati, effetti maggiormente positivi sui livelli di colesterolo buono HDL.

i grassi buoni nella dieta chetogenica

Tra i vantaggi della dieta chetogenica rientra anche un abbassamento dei trigliceridi. [1]
La scienza fornisce delle prove concrete. Interessante è uno studio condotto nel 2006 da un team di esperti del Dipartimento di Scienze Naturali dell’Università del Connecticut. L’equipe ha reclutato 29 soggetti maschi seguiti con un piano alimentare che prevedeva la restrizione di carboidrati. Dopo 12 settimane, è stato possibile notare una drastica riduzione del colesterolo LDL plasmatico “cattivo” e dei trigliceridi (ma anche del peso e del grasso addominale).

[1]Clicca qui per leggere l’articolo intero

 

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